Dal relitto al Museo – Archeologia Subacquea a Porto Santo Stefano

L’Archeologia Subacquea sarà la protagonista del grande evento in preparazione alla Fortezza Spagnola di Porto Santo Stefano, nel Comune di Monte Argentario.

Fortezza Spagnola

La Fortezza Spagnola.

Il 6 dicembre 2015 sarà presentato al pubblico un nuovo reperto recentemente acquisito dalla mostra permanente Memorie Sommerse dopo lunghi anni di restauro.

Si tratta di una parte della chiglia del relitto arcaico dell’isola del Giglio, scavato nei primi anni ’80 dall’archeologo inglese Mensun Bound.

chiglia del relitto

La chiglia del relitto nel suo nuovo allestimento.

 

Il relitto, proveniente dal Mediterraneo orientale, trasportava una vasta serie di oggetti, ceramiche, metalli grezzi, strumenti musicali, destinati sicuramente ai mercati italiani o francesi. In una notte risalente circa a 600 anni prima di Cristo, naufragò nei pressi della spiaggia del Campese, all’isola del Giglio, dopo un incendio che fuse i reperti in una massa di catrame, anch’esso parte del carico o semplicemente proveniente dal fasciame ligneo della nave.

vaso per unguenti

Piccolo contenitore per unguenti (Aryballos) decorato con figura di cinghiale.

La mostra Memorie Sommerse, allestita nei locali della Fortezza dal 1997, si arricchisce di un nuovo importante reperto, esposto nella sala dedicata esclusivamente al relitto di epoca arcaica e al suo ricchissimo carico.

Memorie Sommerse

Poster originale della Mostra Memorie Sommerse.

Anche i quotidiani locali hanno dato ampio risalto all’evento, partecipando in prima persona al momento del trasferimento del reperto, assieme agli archeologi della società Coopera, che gestisce attualmente la Fortezza, e ai tecnici della Soprintendenza per i Beni Archeologici. Per leggere l’articolo clicca qui.

Articolo del giornale Il Tirreno del 14 novembre 2015.

Articolo del giornale Il Tirreno del 14 novembre 2015.

 

Tra i reperti ritrovati spiccano certamente per bellezza e unicità un gruppo di flauti in legno.

Flauti in legno appartenuti al carico della nave.

Flauti in legno appartenuti al carico della nave.

Il sassofonista toscano Stefano Cocco Cantini, dopo un’accurata fase di studio in collaborazione con la dott.ssa Simona Rafanelli, Direttrice del Museo di Vetulonia, ne ha ricostruite alcune copie, permettendo di ridare vita a una vera e propria musica perduta.

Nel corso del pomeriggio del 6 dicembre 2015 si terrà dunque un concerto durante il quale potremo riascoltare il suono di quelle magiche note. Il concerto sarà seguito dalla presentazione del documentario “La musica perduta degli Etruschi” del regista massetano Riccardo Bicicchi.

L’evento, di grande importanza per l’Archeologia del Monte Argentario,  si terrà nella Sala Auditorium del Centro Culturale di Porto Santo Stefano, in via del Giardino, a partire dalle ore 16.30, è stato realizzato grazie alla collaborazione tra l’Amministrazione Comunale di Monte Argentario e la Rete dei Musei di Maremma.

Seguirà una visita alle sale della Mostra Memorie Sommerse curata dagli archeologi della società Coopera.

argentario-web

Programma dell’evento.

Qui il programma della giornata.

 

 

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